Crowdfunding

Crowfunding

Il Crowfunding è un fenomeno in costante crescita ed evoluzione, seppur inizialmente non fosse stato accolto nella sua accezione di metodo innovativo di finanziamento per le nuove iniziative imprenditoriali, culturali, sociali o appartenenti al campo del no-profit (parliamo di circa vent’anni fa). Completamente diversa la situazione negli ultimi anni, durante i quali abbiamo assistito a un ricorso sempre maggiore. 

Struttura e caratteristiche del Crowdfunding

Un portale internet, un rapporto diretto con le persone (folla o crowd), un processo attraverso cui conferire somme di denaro (funding) con l’obiettivo di finanziare delle iniziative nei più diversi ambiti, ottenendo in cambio dei vantaggi. Fondamentale la scelta della piattaforma on-line su cui pubblicare il progetto, tenendo conto che ci si rivolge a investitori che non sempre sono addetti ai lavori. Ogni fase del processo viene gestita via web, dalla pubblicazione dell’idea alla somma necessaria per raggiungerne l’effettiva realizzazione. 

Le diverse tipologie di Crowdfunding

Facciamo chiarezza: esistono diverse tipologie di crowdfunding:

  • equity based, in cui gli investitori, in cambio del proprio contributo in risorse finanziarie, ricevono una quota nel capitale dell’impresa;
  • donation based, in cui i sostenitori effettuano donazioni in maniera libera mossi da una causa considerata “meritevole”, senza ricevere alcuna forma di contraccambio;
  • lending based, in cui gli investitori ottengono una parte di “ricompensa” costituita dagli interessi stabiliti in fase di accordo; 
  • reward based che invece prevede una definita modalità di sostegno a cui corrisponde una specifica ricompensa solitamente non di tipo finanziario, ma nella forma di beni o servizi di cui usufruire (modello maggiormente diffuso. 

Crowdfunding, cosa dice la legge in Italia

Il nostro Paese ha avuto, nell’ambito crowdfunding, un primato europeo: è stato il primo a perfezionare e ad adottare una normativa specifica. Introdotta nel 2012, è stata oggetto di modifiche e variazioni. La tendenza è quella di raggiungere una tipologia di procedimento che diventi supporto per le piccole-medie imprese, senza il ricorso a soluzioni bancarie.  Il crowdfunding ha assunto la forma di un vero e proprio finanziamento: pensiamo ad esempio all’importanza dell’apporto di capitali per le imprese in fase di start-up o in condizioni considerate a rischio dalle valutazioni bancarie. Con il Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017 si è estesa la possibilità di ricorrere all’equity crowdfunding a tutte le PMI.

La situazione attuale nel nostro Paese

La situazione attuale ingloba l’equity crowdfunding come vero e proprio aumento di capitale a pagamento, che si configura con un’offerta per la raccolta fondi online. Ancora esclusa la possibilità di emissione di titoli di debito o titoli ibridi. Lo scorso anno, il Parlamento Europeo ha approvato il Regolamento definitivo sul crowfunding in relazione “alla prestazione dei servizi di crowdfunding per la raccolta da parte di imprese tramite emissione di valori mobiliari o di strumenti finanziari”; nessun riferimento alle raccolte tramite crowdfunding da parte di consumatori aventi nel rapporto accordi mediante donation reward based crowdfunding (ricompense e donazioni). L’obiettivo precipuo del Regolamento europeo è stato quello di voler ampliare l’accessibilità al processo garantendo maggiore tutela agli investitori. Consentito l’investimento tramite piattaforme di Paesi membri. 

Il nuovo regolamento dell’European Crowdfunding Service Providers

Dal 10 novembre 2021, come previsto dal nuovo regolamento ECSP, tutti coloro che intendano avviare la fornitura di servizi nel crowdfunding dovranno fare domanda di autorizzazione all’organo competente dello Stato di appartenenza, Consob nel nostro Paese, che avrà funzione di vigilanza.  Le figure abilitate a richiedere l’autorizzazione come fornitori di servizi di crowdfunding, saranno le persone giuridiche che possano dimostrare una stabile organizzazione all’interno del territorio dell’Unione. 

La diffusione del crowdfunding

La stima del numero di piattaforme on-line di crowdfunding, a livello mondiale, parla di circa 3000 siti specializzati in queste tipologie di campagne. “Obiettivo, fasi, traguardo” sono i punti focali del processo di sviluppo dei progetti. La diffusione di questa forma alternativa di finanziamento è dovuta soprattutto alla possibilità di accedere al capitale in maniera più facilitata sia che si tratti di piccoli risparmiatori che di PMI.  I dati dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano riportano che, fin al 30 luglio scorso, erano attivi e autorizzati in Italia ben 51 portali equity e 28 portali lending (di cui 6 specializzati nel prestare a persone fisiche e 22 a imprese, quasi sempre PMI). Gli esperti sostengono che la forma più utilizzata nei mercati europei sarà il lending crowdfunding, proprio per via della elevata accessibilità del settore via web e ai rendimenti prospettati. 

L’importanza di affidarsi a esperti nel crowdfunding

Nonostante i lati positivi, il processo di crowdfunding può non rivelarsi sempre un successo, sia per gli investitori che per gli ideatori del progetto. Le dinamiche sono numerose: impatto, previsione, analisi, importanti step che richiedono un monitoraggio continuo al fine di non ritrovarsi con un iniziale entusiasmo che si trasformi in frustrazione o parziale delusione. É dunque fondamentale non scegliere la strada del crowdfunding per paura di ricorrere ai prestiti bancari o, peggio, per disconoscenza di altri e più vantaggiosi strumenti. Novariaquale azienda leader nell’individuazione delle soluzioni di finanziamento più idonee, offre servizi che vanno dallo studio di prefattibilità dell’operazione alla predisposizione di tutta la documentazione; dalla redazione e presentazione della domanda agli enti competenti fino alla stesura del rendiconto finale delle spese.