Startup e PMI innovative: ultimi dati e aiuti alla digitalizzazione

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L’ultimo report di monitoraggio sui trend demografici e sulle performance economiche di startup e PMI innovative conferma i dati rilevati in precedenza. Il rapporto, elaborato ogni tre mesi dal Ministero Economico e aggiornato al 1° gennaio 2021, dimostra una crescita costante delle startup, nonostante il difficile momento attraversato dal comparto imprenditoriale italiano.  

Le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese sono più di 10.000. Si tratta soprattutto di micro imprese con un fatturato medio al di sotto dei 185.000 €. Tuttavia, la distribuzione geografica delle startup continua a essere disomogenea. I numeri più alti si registrano in Lombardia e in Trentino Alto Adige. 

Rispetto al trimestre precedente, il resoconto dimostra che i soci di capitale per azienda sono aumentati, seppure lievemente. Le imprese fondate da giovani under 35, invece, sono fortemente in crescita. I risultati, dunque, restano in linea con quelli precedenti: il settore innovativo è stabile ma non registra particolari exploit che incrementerebbero la digitalizzazione del Paese. 

Aiuti per startup e PMI innovative: l’FNI 

Istituito nell’agosto 2020, il Fondo Nazionale Innovazione (FNI) supporta lo sviluppo e sostiene startup e PMI innovative italiane. L’obiettivo è quello di rilanciare l’economia nazionale attraverso un processo di modernizzazione in chiave digitale che passa anzitutto dalle imprese presenti sul territorio. 

Tale proposito si basa sullo sfruttamento del Venture Capital, una serie di investimenti diretti e indiretti in minoranze qualificate nel capitale di imprese innovative. Data la propria flessibilità e alla rapidità degli investimenti che lo caratterizzano, il Venture Capital rappresenta uno strumento chiave per la vivacizzazione del mercato dello sviluppo dell’innovazione in Italia. 

Più di recente, la pubblicazione di un Decreto attuativo sulla Gazzetta Ufficiale disciplina l’impiego di ulteriori 200 milioni da destinare al Fondo Rilancio Startup o Fondo di sostegno al Venture Capital. In questo modo, si vuole incentivare il co-investimento di capitale degli investitori regolamentati o qualificati.  

Criteri di investimento del Fondo 

Il Fondo investe in realtà innovative con sede in Italia che svolgono programmi di sviluppo e possiedono concrete potenzialità di sviluppo. Le società devono avere concluso o essere in procinto di concludere un round d’investimento con investitori. Esse, inoltre, devono essere segnalate sull’apposito portale online, attivo dal 7 gennaio dell’anno corrente. 

In ciascuna operazione di investimento, il Fondo investe secondo un rapporto di investimento pari a quattro volte l’ammontare investito degli investitori qualificati e regolamentati. Pertanto, il Fondo investirà il 70% della propria dotazione in deal con un co-investimento del 30% da parte di investitori qualificati e del 30% degli investitori regolamentati. Il limite massimo fissato per il ciascuna operazione del Fondo è di 1 milione.  

Utilizzati a dovere, simili strumenti possono avere un impatto decisivo nell’ambito dell’innovazione del comparto industriale e, di conseguenza, sull’intero sistema economico del nostro Paese. L’innovazione della totalità dei settori produttivi, infatti, ridurrebbe l’arretratezza tecnologica che caratterizza l’Italia rispetto ad altri paesi e la renderebbe più competitiva sul mercato internazionale.  

Per maggiori informazioni sull’operatività del Fondo o per richiedere una consulenza non esitate a contattarci. Se volete conoscere tutti i servizi offerti dal gruppo Novaria e se desiderate restare aggiornati sulle ultime notizie vi invitiamo a iscrivervi alla nostra newsletter e a seguire i nostri canali social.