Nuova Sabatini, in arrivo 600 milioni per le imprese

Il decreto direttoriale del 2 luglio 2021 dispone la riaperture dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi previsti dalla Nuova Sabatini, piccole e medie imprese italiane potranno richiedere le agevolazioni per sostenere i propri investimenti produttivi e acquistare beni strumentali. 

Nuova Sabatini: cosa prevede il decreto

Il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico rifinanzia la misura atta a tutelare e sostenere gli investimenti produttivi delle imprese italiane. Il primo stanziamento previsto dal decreto è di 425 milioni di euro a cui andranno aggiunte altre risorse previste dal disegno di legge di assestamento del bilancio, per un complessivo di 600 milioni di euro che piccole e medie imprese italiane potranno spendere per l’acquisto, o il leasing, di beni strumentali come impianti, attrezzature, macchinari, software e hardware.

Il decreto, inoltre, prevede una semplificazione delle modalità di erogazione dei contributi, il che vuol dire che piccole e medie imprese beneficiarie delle agevolazioni otterranno il pagamento più velocemente: in particolare si dispone che le domande presentate a decorrere  dall’1 gennaio 2021, per le quali sia stata erogata almeno la prima quota del contributo, le successive quote possono essere liquidate dal Ministero tutte in un’unica soluzione. 

Tutti i settori produttivi del Paese sono ammessi, compresi quelli relativi ad agricoltura e pesca. Possono presentare domanda per le agevolazioni tutte le micro, piccole e medie imprese italiane, a patto che siano regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese, non siano imprese in difficoltà e non si trovino in condizioni di liquidazione volontaria. 
I beni devono essere nuovi, non sono ammessi finanziamenti per impianti o macchinari rigenerati. Gli investimenti, inoltre, devono necessariamente soddisfare i requisiti di:

  • autonomia funzionale dei beni 
  • stretta correlazione tra il bene acquistato e il tipo di attività svolta dall’impresa.

Il Ministero per lo Sviluppo Economico contribuirà all’erogazione degli aiuti con una percentuale rapportata agli interessi sui finanziamenti, il resto delle agevolazioni saranno liquidati da istituti bancari e intermediari finanziari che hanno stipulato una convenzione con il Ministero, Cassa Depositi e Prestiti e ABI

Il finanziamento può essere coperto fino all’80% del suo ammontare totale dal “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese italiane”, a patto che rispecchi alcune caratteristiche:

  • non deve essere di durata superiore ai 5 anni
  • l’importo da finanziarie deve essere compreso tra i 20.000 euro e i 4 milioni di euro
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammessi dalla Legge.

Il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico sarà determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, convenzionalmente, su un finanziamento dell’importo pari all’investimento che s’intende effettuare, della durata di cinque anni, con un tasso annuo di interesse pari al:

  • 2,75% per investimenti ordinari
  • 3,75% per tutti quegli investimenti in tecnologia che rientrano nel cosiddetto piano “Industria 4.0”, quindi investimenti in tecnologie digitali o sistemi di tracciamento e pesatura rifiuti.

Nuova Sabatini, come funziona

L’iter di accesso ai benefici previsti dalla Nuova Sabatini ha il suo avvio con la presentazione, da parte dell’impresa interessata, della domanda di accesso al contributo ministeriale – presentata insieme alla richiesta di finanziamento – presso un istituto bancario o intermediario finanziario. In fase di presentazione della domanda la PMI dovrà attestare il legittimo possesso dei requisiti previsti e l’aderenza del tipo di investimento come previsto dalla Legge. Sarà l’intermediario a verificare se la documentazione presentata è completa e regolare e se i requisiti sono soddisfatti. La banca o intermediario si occuperà di trasferire la domanda al Ministero.

Una volta che il Ministero avrà dato conferma della disponibilità delle risorse da destinare al contributo, l’istituto bancario/intermediario concederà il finanziamento e, contestualmente, invierà al Ministero la documentazione presentata dall’impresa nel precedente passaggio e la relativa delibera adottata.
L’istituto, prima di erogare il finanziamento, dovrà attendere le indicazioni del Ministero sull’ammontare degli investimenti ammissibili, il piano di erogazione e gli impegni a carico della PMI. 

Ad investimento ultimato la PMI dovrà compilare, esclusivamente in formato digitale e attraverso la piattaforma dedicata a questi benefici, la dichiarazione che attesta l’avvenuta ultimazione e la Richiesta Unica (RU), nel caso di fondi erogati in unica soluzione, o Richiesta Quote Rimanenti (RQR), nel caso l’impresa abbia già richiesto una o più quote.

Dopo la chiusura dello sportello del 2 giugno 2021, la riapertura dello sportello e il conseguente rifinanziamento previsto dal decreto del 2 luglio è un’ottima notizia in quanto si tratta di una misura che gode di grande successo tra le imprese italiane. Oltre allo stanziamento dei 600 milioni, il decreto aggiornato, prevede l’accoglimento delle richieste pervenute a giugno 2021 e inevase per insufficienza di fondi.

L’altra grande novità del decreto è, come accennato sopra, l’erogazione del contributo alle PMI beneficiarie in un’unica soluzione, indipendentemente dall’importo del finanziamento. Detta erogazione si applica a tutte le domande pervenute a decorrere dall’1 gennaio 2021.

Per avere maggiori informazioni circa l’erogazione dei finanziamenti previsti dalla Nuova Sabatini, contattate NOVARIA: l’azienda vi darà tutto il supporto di cui necessitate.