Manovra finanziaria 2022: pensioni, superbonus e reddito di cittadinanza. Tutte le novità

Manovra finanziaria 2022

É al varo la prossima manovra finanziaria 2022. I temi più caldi e dibattuti della legge sono: il reddito di cittadinanza, la questione pensioni e quota 100. Ma anche il rifinanziamento del SuperBonus e il Cashback. Ecco, vediamo le principali novità.

Manovra finanziaria 2022 in dirittura d’arrivo: le principali novità su Reddito di cittadinanza, Pensioni, Superbonus, Caro bollette e Cashback. Tra polemiche e tensioni il governo prova a trovare la quadratura.

Reddito di cittadinanza rifinanziato ma con sostanziali modifiche: meno soldi a chi rifiuta due volte il lavoro e controlli serrati per individuare i furbetti 

La controversa misura del reddito di cittadinanza, oggetto di aspre polemiche all’interno della stessa maggioranza, ha trovato copertura finanziaria nella Manovra 2022 del Governo Draghi, seppure con alcune rilevanti variazioni rispetto alla versione precedente. Innanzitutto, ci saranno maggiori controlli sui destinatari dell’assegno mensile. Provvedimento auspicato da tutte le forze politiche per evitare gli scandali dei cosiddetti furbetti del reddito. In secondo luogo, dove la legge prevedeva la revoca dopo il terzo rifiuto di una proposta di lavoro, si prevede un “taglio” graduale a partire dal secondo rifiuto. Anche se la percentuale della decurtazione non è stata ancora comunicata,

Il rifinanziamento della misura viene aumentato dai 7,6 miliardi inizialmente previsti agli 8,8 che dovrebbero valere anche per il 2023. 

La cabina di regia trova una mediazione sulle Pensioni: quota 102 per un anno solo e un fondo per sostenere i lavoratori penalizzati dalla misura

Il nodo pensioni è l’altra grande tegola che mina la tenuta della maggioranza e che è osservata speciale da Bruxelles che attende il Documento programmatico di bilancio dal governo italiano.

Al momento le fonti governative più accreditate parlano di una adozione di quota 102, cioè 64 anni con almeno 38 di contributi, per il solo 2022, con la costituzione di un fondo speciale per tutelare i soggetti penalizzati da quota 100. La misura aggiunge 27 codici ai 15 esistenti e allarga la platea dei lavori gravosi ad altre categorie, come i conduttori di impianti, i saldatori, i fabbri, gli operai forestali e gli operatori della cura estetica. Queste categorie dovrebbero avere accesso all’Ape sociale, cioè ai cittadini di 63 anni che attendono ancora di accedere al sistema pensionistico.

Il Superbonus 110% viene confermato ma con limitazioni temporali e di categoria, riduzione dei parametri ISEE ed esclusione delle seconde case

La posizione dell’esecutivo sulla sostenibilità dei bonus fiscali per l’edilizia, il famoso Superbonus 110%, è netta e definitiva: la misura è insostenibile nel medio e lungo periodo e gli interventi vanno limitati, salvo brevi proroghe possibili. La misura prevede una restrizione delle agevolazioni sia in termini temporali (fino al dicembre del 2022) che di categoria (sì a condomini, no a case unifamiliari e ville). Una parte della maggioranza spinge per l’allargamento degli incentivi con proroghe di sei mesi (giugno 2022), ma il governo non sembra ritenere strategico questo asset per la ripresa. Il tetto ISEE viene limitato a 25 mila euro e riguarderà in ogni caso solo le prime case.

Anche il bonus facciate viene riconfermato, ma si riduce al 60% il tetto di contribuzione agevolata.

Taglio delle tasse per ridurre il cuneo fiscale per circa otto miliardi. Almeno un miliardo per il contrasto al caro energetico e proroga degli incentivi fiscali per le imprese. Niente più Cashback

Pur non avendo potuto accogliere, per evidenti motivi di quadratura finanziaria, le richieste dei partiti di una dotazione da dieci miliardi di euro per la riduzione delle tasse, l’esecutivo dovrebbe destinarne almeno otto per dare respiro ai lavoratori e tagliare il cuneo fiscale. Il provvedimento mira a iniettare fiducia e sostenibilità al sistema lavoro, letteralmente piegato da pandemia. La cancellazione definitiva del Cashback, consente un recupero di 1,5 miliardi, di cui almeno un miliardo da destinare al caro bollette per contrastare il vertiginoso e inarrestabileaumento dei costi energetici delle ultime settimane.

Incentivi fiscali alle imprese e piano di transizione 4.0: confermate le misure che prevedono il credito d’imposta, rifinanziato fino al 2023. In attesa della Legge di bilancio definitiva che stabilirà aliquote e massimali

Anche sul fronte impresa il governo tiene il punto e non arretra. La proroga del governo dovrebbe estendere tali benefici fiscali legati al Piano Transizione 4.0 e che riguardano l’acquisto di macchinari e strumenti, hardware e software, ricerca e sviluppo, innovazione e design e formazione 4.0, fino al 2023.

In attesa del testo definitivo sembrano essere queste le principali novità della manovra 2022.
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