A cosa serve

Stimolare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo per innovare processi e prodotti e garantire la competitività futura delle imprese.

Quali vantaggi

Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: costi per personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.

Il beneficio è cumulabile con:

  • Superammortamento e Iperammortamento;
  • Nuova Sabatini;
  • Patent Box;
  • Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE);
  • Incentivi agli investimenti in Start up e PMI innovative;
  • Fondo Centrale di Garanzia.

A chi si rivolge

  • Tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa (imprese, enti non commerciali, consorzi e reti d’impresa), indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano;
  • Imprese italiane o imprese residenti all’estero con stabile organizzazione sul territorio italiano che svolgono attività di Ricerca e Sviluppo in proprio o commissionano attività di Ricerca e Sviluppo;
  • Imprese italiane o imprese residenti all’estero con stabile organizzazione sul territorio italiano che svolgono attività di Ricerca e Sviluppo su commissione da parte di imprese residenti all’estero.

Come si accede

  • Automaticamente in fase di redazione di bilancio, indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, nel quadro RU del modello Unico;
  • Sussiste l’obbligo di documentazione contabile certificata.

Domande di approfondimento

Vai alla sezione dedicata alle domande & risposte su Credito d’imposta R&S.

Normativa

Interpelli e pareri

I soggetti interessati possono presentare, ai sensi dell’articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, un’istanza di interpello all’Agenzia delle entrate per ottenere una risposta riguardante fattispecie concrete e personali relativamente all’applicazione delle disposizioni tributarie, quando vi sono condizioni di obiettiva incertezza sulla corretta interpretazione delle stesse.

Nei casi in cui i dubbi in merito all’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione riguardino esclusivamente la riconducibilità delle attività per le quali si intende fruire del beneficio tra quelle eleggibili al credito di imposta, ai sensi dell’articolo 3, commi 4 e 5, e dell’articolo 2 del decreto attuativo, il contribuente può acquisire autonomamente il parere tecnico del Ministero dello Sviluppo economico. La richiesta di parere va inviata all’indirizzo dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it della Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le PMI.

La facoltà di presentazione delle istanze di parere tecnico presuppone l’esistenza di un’obiettiva incertezza sulla qualificazione delle fattispecie, con la conseguenza che quelle ricorrenti, se non caratterizzate da elementi di peculiarità o, comunque, di complessità, non possono costituire oggetto dell’istanza.

La mancanza di un’obiettiva incertezza, in assenza di un dubbio che legittimi la presentazione di un’istanza di parere tecnico, si traduce in un vizio dell’istanza tale da determinarne l’inammissibilità. Si ricorda, infatti, che l’istanza di parere tecnico non può essere considerata uno strumento di accertamento preventivo.

In merito alla presentazione delle istanze, si fa presente che queste devono contenere i seguenti elementi:

  • dati identificativi dell’istante ed eventualmente del suo legale rappresentante, comprensivi del codice fiscale;
  • circostanziata e specifica descrizione della fattispecie, da valutarsi alla luce della possibilità di rendere una risposta al quesito prospettato;
  • specifiche disposizioni di cui si richiede l’interpretazione, l’applicazione o la disapplicazione;
  • esposizione, in modo chiaro ed univoco, della soluzione proposta;
  • indicazione del domicilio e dei recapiti anche telematici dell’istante o dell’eventuale domiciliatario presso il quale devono essere effettuate le comunicazioni dell’amministrazione e deve essere comunicata la risposta.

Legge di Bilancio 2021

La legge n. 178 del 30 dicembre 2020 ha introdotto importanti novità sul credito d’imposta. Con il Piano Transizione 4.0 i crediti d’imposta su beni strumentali, formazione, ricerca e sviluppo hanno assunto modalità retroattiva. Ciò significa che le agevolazioni comprenderanno gli investimenti effettuati a partire da novembre 2020.

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione, in tre quote annuali, tramite modello F24. La fruizione può avvenire a decorrere dall’anno di entrata in funzione o di interconnessione dei beni acquistati. L’incentivo è rivolto alle imprese aventi sede sul territorio nazionale che investono in beni strumentali nuovi, anche in leasing.

Gli investimenti in beni effettuati nel periodo 16/11/2020 – 31/12/2021; ovvero entro il 30 giugno 2022, a condizione che, entro il 31 dicembre 2021, l’ordine sia accettato dal venditore e si versi un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisizione, danno diritto a:

  • Credito d’imposta al 50% per investimenti fino a 2,5 milioni di €;
  • Credito d’imposta al 30% per investimenti fino a 10 milioni di €;
  • Credito d’imposta al 10% per investimenti fino a 20 milioni di €.

Gli investimenti in beni effettuati nel periodo 01/01/2022 – 31/12/2022; ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che, entro il 31 dicembre 2022, l’ordine sia accettato dal venditore e si versi un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisizione, danno diritto a:

  • Credito d’imposta al 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di €;
  • Credito d’imposta al 20% per investimenti fino a 10 milioni di €;
  • Credito d’imposta al 10% per investimenti fino a 20 milioni di €.

Sono ammesse anche le spese sostenute nell’esercizio 2020-2021 nella misura di:

  • Credito d’imposta al 20% nel limite massimo di 4 milioni di € per attività di ricerca  fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
  • Credito d’imposta al 15% nel limite massimo di 2 milioni di € per attività di innovazione tecnologica per la realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi in chiave ecologica e digitale;
  • Credito d’imposta al 10% nel limite massimo di 2 milioni di € per attività di design e ideazione estetica.

Ulteriore ambito soggetto ad agevolazioni è quello della formazione del personale interno.

Possono usufruirne tutte le imprese, a prescindere dalla loro forma giuridica, dal settore economico in cui operano, dal regime contabile e dalle proprie dimensioni.

Gli interventi di formazione devono riguardare informatica, tecnologie di produzione, o vendita e marketing. Inoltre, va specificato che le tematiche della formazione devono avere come oggetto le tecnologie previste nel Piano Nazionale Impresa 4.0.