Bonus Partite IVA: seconda tranche dal 16 giugno

Bonus Partite IVA seconda tranche del dal 16 giugno

Con il Decreto Sostegni bis, il Governo ha allargato la platea dei beneficiari del contributo a fondo perduto destinato a professionisti e titolari di partita IVA. Adesso, i soggetti appartenenti alla categoria che svolgono attività d’impresa, arte o professione, gli enti non commerciali e del terzo settore, potranno godere dei contributi senza più limitazioni settoriali.  

In seguito alle modifiche apportate, infatti, gli aiuti previsti per i liberi professionisti appartengono a tre differenti tipologie. Da una parte si può replicare il contributo a fondo perduto ottenuto a marzo. D’altra parte, invece, è possibile richiedere un nuovo contributo basato sul calo medio mensile del fatturato, oppure con finalità perequativa che si concentra sui risultati economici. 

Le tre diverse tipologie dei bonus alle partite IVA 

La replica del contributo verrà erogata ai titolari di partite IVA automaticamente. Ciò sarà valido per coloro che hanno subito una riduzione del fatturato almeno del 30% tra il 2019 e il 2020. Il contributo basato sul calo medio mensile del fatturato, invece, è un bonus aggiuntivo.  

Può beneficiare di questa seconda tipologia contributiva chi ha già ricevuto il contributo a marzo, grazie al primo Decreto Sostegni. Stavolta però periodo di riferimento va dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021. Infine, il contributo con finalità perequativa sarà assegnato in base al peggioramento del volume d’affari e tenendo conto dei sostegni già ottenuti.

Seconda erogazione del bonus dal 16 giugno 

L’impegno dell’Esecutivo, dunque, pare continuare ciò che gli interventi legislativi precedenti hanno iniziato e mira a sostenere le attività dei titolari di partita IVA. Dopo le dichiarazioni del Ministro dell’Economia, si attende la seconda erogazione del contributo a partire dal 16 giugno.  

Inoltre, attualmente è al vaglio l’aumento delle risorse da destinare alle partite IVA, aumentando la soglia di accesso da 10 a 15 milioni di fatturato. La notizia arriva con l’avvento dei controlli dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza per accertare la veridicità di quanto dichiarato dai beneficiari del contributo. 

In caso di dichiarazioni non veritiere, sono previste pesanti sanzioni pecuniarie e penali. Per l’appunto, l’importo delle sanzioni oscilla tra il 100 e il 200% del contributo che non sarebbe spettato.