Mutuo ipotecario: come viene calcolato il reddito dalla banca? (Parte III)

Mutuo ipotecario

Prima di sottoscrivere un mutuo ipotecario è sempre bene informarsi su tutto ciò che c’è da sapere su di esso. Nel bilancio familiare, infatti, diventa una spesa mensile importante.

Può essere utile, ad esempio, sapere come viene calcolato il reddito dalla banca.

Solitamente, le rate non superano un terzo delle entrate finanziarie dei richiedenti. Qualche istituto però permette che la rata arrivi fino al 45% o il 50% del reddito. Non esiste una regola, ogni banca lo calcola secondo sue politiche.
Esiste anche la formula della soglia di sussistenza. Si tratta dell’importo minimo necessario alla famiglia per sostenere tutte le spese vitali (fatta eccezione per i debiti). 

Per quanto riguarda, invece, il rimborso del finanziamento ci sono diverse soluzioni: si può pagare a rate con un tasso fisso o variabile oppure con formule di rimborso misto. Ecco le principali tipologie di mutuo:

Mutuo a tasso fisso: con questa opzione si avrà una rata che sarà la stessa per tutta la durata del mutuo. In questo modo si avrà la sicurezza che, anche in caso di aumento dei tassi, la propria rata non vedrà una crescita dell’importo dovuto. Lo svantaggio è che, se i tassi diminuiscono, si pagherà un tasso fuori mercato.

Mutuo a tasso variabile: la rata non è fissa, può fluttuare ogni mese in base alla quotazione di un parametro di riferimento. Questo può rivelarsi vantaggioso nella fase iniziale dell’ammortamento e se la rata si dimostra più bassa rispetto al tasso fisso, ma in una fase di rialzo dei tassi, la cifra può bruscamente aumentare.

Mutuo variabile con Cap: la rata sarà uguale a quella del mutuo a tasso variabile, prevede, però, un tetto massimo che non si può superare. In questo modo si sfrutta la fase dei tassi bassi e si ha la certezza di pagare una rata massima prestabilita. L’unico svantaggio è che rispetto ad un puro tasso variabile, lo spread bancario è spesso più alto.

Mutuo modulare: con questa opzione si ha la possibilità di stabilire quale tasso, fisso o variabile, si preferisce una volta ogni due, tre o cinque anni. Il vantaggio è quello di poter fare scelte non troppo lontane nel tempo, in questo modo si potrà sempre monitorare l’andamento dei tassi e optare per quello più conveniente. Allo stesso tempo, però, ogni qualvolta che si sceglierà l’opzione, il valore del tasso sarà stabilito in base al momento specifico dei relativi parametri (Euribor, Tasso BCE e Eurirs).

Mutuo a rata costante e durata variabile: scegliendo questa opzione si avrà una rata sempre uguale per un certo periodo di tempo, la durata, però, potrebbe cambiare per via all’andamento dei tassi futuri. Il lato positivo, esattamente come nel caso del tasso fisso, è che non si vedrà un aumento della rata per molti anni. In caso di ribasso dei tassi, la durata finale potrà diventare più breve. Lo svantaggio è che, nel caso in cui la media dei tassi futuri si rivelasse più alta della rata prestabilita, si potrebbe continuare a pagare il mutuo fino a quando non sarà saldato il debito con la banca.

Non resta che informarsi bene e scegliere l’opzione migliore per le proprie esigenze.